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La qualità della nostra casa è importante per la qualità della nostra vita

L'ambiente in cui viviamo è molto importante per la nostra qualità di vita; vivere in un ambiente sano fa bene alla nostra salute soprattutto in quest’epoca, poiché la maggior parte del tempo (circa l’85%) lo trascorriamo in luoghi chiusi (uffici, scuole, fabbriche, ecc).
L’edilizia è uno dei settori a maggior impatto ambientale sia per l’enorme consumo di territorio, sia per il sempre più diffuso utilizzo di materiali derivanti dal petrolio, sia per l’alto consumo energetico e le emissioni atmosferiche da esso derivanti.

Una risposta a tutto questo ci viene data dalla bioarchitettura, che coniuga uno sviluppo sostenibile e consapevole col miglioramento del benessere dell’uomo in ambito domestico.
Credere che la bioarchitettura sia una nuova tecnica costruttiva è errato; fin dalla preistoria, infatti, l’uomo costruiva la propria abitazione utilizzando le materie prime dell’ambiente in cui viveva

La prima casa che implicò un certo progetto architettonico fu la capanna (periodo neolitico), costruita con rami piegati ad arco e fissati al terreno per le due estremità e quindi ricoperti di frasche (tipo ad alveare), fino ad arrivare ad un tipo più complesso, che è usato ancor’oggi da molti popoli (tipo cupoliforme). I materiali usati variavano secondo il clima e la cultura del popolo: dal feltro dei Mongoli, alla pelle di bufalo dei Sioux al ghiaccio per gli igloo degli Inuit, tutti materiali ecologici.
Alla fine del Neolitico, in oriente, si cominciò a costruire case costruite con muri di argilla, ciottoli e pietre a blocchi e la loro struttura rimase immutata nel corso dei secoli.
Da qui la casa si è sempre evoluta nel corso dei secoli adeguandosi all’ambiente sociale ed al clima, ad esempio già nell'antico Egitto venivano costruite abitazioni collettive in case comuni a terrazze, costruite con mattoni grezzi e paglia, nell’antica Roma erano costruite attorno a dei cortili e nel medioevo erano generalmente unifamiliari connesse alle attività produttive e sorgevano attorno ai monasteri formando piccole comunità. Nel Rinascimento le abitazioni sorgevano, come nell’antica Roma, attorno a cortili rettangolari o quadrati ed erano di tipo unifamiliare/commerciale.
Le prime abitazioni plurifamiliari su più piani sorsero a seguito della Rivoluzione Industriale per fronteggiare il problema dell’aumento di popolazione nei centri urbani.
Tutte queste abitazioni erano costruite con materiali naturali, reperiti in loco quali terra cruda, terracotta, pietre e legno; le abitazioni di allora erano ecologiche, mentre… ora è tutto diverso.

Agli inizi del XX secolo l’architettura ha subito radicali trasformazioni dovute alle caratteristiche climatiche dei luoghi, ai nuovi mezzi tecnici e alle risorse economiche diffuse su larga scala; queste trasformazioni hanno alterato definitivamente il legame abitazione-ambiente che vi era stato fino a quel momento. L’avvento del petrolio e del conseguente sviluppo dell’industria chimica ha messo a disposizione dell’edilizia nuovi materiali che, se da un lato hanno permesso lo sviluppo di nuove soluzioni costruttive e la possibilità di ricostruire velocemente quanto distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, fornendo un tetto a molte persone, dall’altro hanno causato grandi problemi ambientali, a causa di cicli produttivi inquinanti e bisognosi di grandi quantità di energia e materiali e del rilascio di sostanze tossiche all’interno delle case.

Fin dagli anni ‘70, a seguito della crisi energetica globale, che portò alla mancanza di gasolio da riscaldamento, in Germania si iniziò a riflettere sulla necessità di rivedere il modo di costruire e si diede un forte impulso all’uso di risorse energetiche rinnovabili. Questo nuovo modo di pensare si diffuse ben presto in tutto il nord Europa e non solo.

La necessità di tutelare la salute e l’ambiente, unita alla necessità di risparmio energetico, ha spinto la bioarchitettura a fare un passo indietro per andare avanti, riconsiderando materiali e tecniche che hanno fatto la storia del costruire, uniti a piccole accortezze e a nuove tecniche costruttive, quali un’accurata esposizione al sole ed un ottimale isolamento delle pareti, del tetto, del pavimento, degli infissi e delle vetrate, che riducono al minimo il consumo di energie sia per il riscaldamento sia per il raffrescamento (evitando l’abuso, oggi così frequente, dei climatizzatori, che sta mettendo a dura prova il sistema di distribuzione elettrica), nonché l’utilizzo di materiali naturali che non contengono sostanze nocive per l’uomo e scelti anche in base al loro impatto ambientale dovuto al trasporto e alla messa in opera.

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Risparmio energetico

L’Italia, sottoscrivendo il protocollo di Kyoto, ha preso l’impegno di ridurre le emissioni di CO2 (anidride carbonica) entro il 2012 del 6,5%, ma a tutt’oggi le emissioni di CO2 nel nostro Paese sono aumentate del 5%.
Più del 40% del fabbisogno energetico nazionale è assorbito dal settore edilizio ed in particolar modo da quello residenziale, pertanto è estremamente importante intervenire sulla riduzione di tali consumi.
Ogni famiglia italiana consuma per il riscaldamento della propria abitazione oltre il doppio rispetto agli altri cittadini europei in quanto i nostri immobili sono costruiti con pareti sempre più sottili e prive dell’isolamento termico necessario. A parte poche eccezioni, la stragrande maggioranza degli immobili in Italia è classificata in “classe G”, ovvero consumano più di 15 metri cubi di gas all’anno per ogni metro quadrato di superficie abitativa.


Allora, cosa fare?


Per gli edifici già esistenti si può:

• migliorare l’isolamento termico dell’immobile aumentando la coibentazione del tetto e dei muri perimetrali e dotando gli infissi di doppio vetro camera per un minor utilizzo dei condizionatori nel periodo estivo e dell'impianto di riscaldamento nel periodo invernale
• sostituire i componenti degli impianti (es. caldaie a condensazione) ed utilizzare elettrodomestici in classe A o A+
• installare impianti solari termici per il riscaldamento dell'acqua sanitaria e impianti solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica (quest’ultimi beneficiano del “conto energia”, che permette un ritorno economico)


Per gli immobili da costruire:

• scegliere un orientamento ottimale dell’edificio
• perfetto isolamento termico e acustico, coibentando sia i muri perimetrali sia il tetto
• recupero delle acque piovane
• pannelli solari termici e fotovoltaici

La direttiva europea 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico degli edifici prevedeva che, a decorrere dal 2006, gli stati membri provvedessero:
• all’adozione di una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici
• alla fissazione di requisiti minimi di rendimento energetico per tutti gli immobili, in relazione ai vari fabbisogni connessi ad un uso standard dell’edificio, compresi il riscaldamento e il raffrescamento
• alla certificazione energetica degli edifici, riportando i dati di riferimento che consentano ai consumatori di valutare e confrontare il rendimento energetico dell’edificio e fornendo indicazioni utili all’utente per migliorare il rendimento energetico del proprio immobile.


In Italia si è iniziato a parlare di queste problematiche grazie alle agevolazioni fiscali del 55%, per la riduzione dei consumi energetici, introdotte dalla Legge Finanziaria 2007.
Il “certificato energetico” è uno strumento di valutazione, necessario agli acquirenti di un immobile, che certifica sia la qualità dell’isolamento termico, sia quella degli impianti. In esso sono contenute frecce colorate (simili alla targhetta che troviamo attaccata agi elettrodomestici, che ci permette di capire quanto consuma quell’elettrodomestico), che ci permettono di capire quanto consuma il nostro immobile.

Il Decreto Legge del 6 ottobre 2006 prevede che tutti gli edifici a partire da luglio 2009 dovranno essere dotati, prima di essere messi in vendita o in affitto, di certificazione energetica.
Questo, probabilmente, modificherà le nostre abitudini nella compravendita degli immobili in quanto farà parte del corredo della casa in vendita ed il valore energetico influirà sul prezzo di compravendita in quanto fornirà un'informazione oggettiva e trasparente sulle spese energetiche dell’immobile. L’acquirente potrà valutare se gli conviene o no spendere di più per un prodotto migliore dal punto di vista della gestione e manutenzione ed i proprietari che apportano miglioramenti energetici importanti come isolamento dei muri e dei tetto possono veder rivalorizzati i loro investimenti.
La classificazione energetica, invece, suddivide gli edifici in classi, in base al consumo di energia riferito alla superficie utile e quindi climatizzata; essa prevede 7 classi, contrassegnate da lettere dell’alfabeto; le prime lettere (A, B), associate all'immobile, indicano il suo minor consumo energetico.

A partire dal 1 luglio 2009 l’attestato di certificazione energetica sarà indispensabile per tutti gli atti notarili di compravendita di immobili.


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Cambiare le tue azioni conviene al tuo portafoglio e all’ambiente

Ecco alcuni consigli, anche banali, che aiutano a migliorare la qualità della vita e dell’ambiente in cui viviamo:


Risparmio idrico

• usare la lavatrice e l’asciugatrice solo a pieno carico
• lavare a basse temperature senza utilizzare il prelavaggio
• non eccedere nelle dosi dei detersivi
• installare i “frangigetto” nei rubinetti per risparmiare fino a 6000 lt di acqua all’anno (famiglia di 4 persone)
• riparare le perdite di acqua (un rubinetto che perde spreca 5 lt d’acqua all’ora)
• preferire la doccia alla vasca (risparmi 2/3 di acqua)
• innaffiare il giardino la mattina presto o la sera tardi

Risparmio elettrico

• usare lavatrice e asciugatrice solo a pieno carico
• lavare a basse temperature senza utilizzare il prelavaggio
• asciugare il bucato all’aria
• impostare il frigorifero al livello di basso consumo
• sbrinare regolarmente il frigo e il congelatore
• cambiare le guarnizioni difettose del frigorifero
• usare lampade a risparmio energetico al posto delle tradizionali lampadine
• non lasciare in stand-by televisore, apparecchi video, monitor del computer e radio, ma spegnerli quando non si usano
• utilizzare il condizionatore solo quando è veramente necessario, mantenendo i filtri costantemente puliti
• regolare con il termostato ambiente le temperature delle stanze
fcase • revisionare regolarmente l’impianto di riscaldamento
• provvedere al buon isolamento termico della casa o dell’appartamento (porte, finestre, tetto)
• installare pannelli solari termici e fotovoltaici